Depurazione, l’Acquedotto del Fiora rimborsa. Una vittoria degli utenti

Nel corso di un’affollata assemblea pubblica, organizzata dal locale Circolo ARCI e tenuta il 15 marzo 2015 a Manciano, il presidente Tiberi ha ammesso l’errore commesso nei confronti degli utenti mancianesi negli anni 2013 e 2014 ed ha assicurato la platea sul fatto che le somme, pagate e non dovute, saranno restituite, con assegni pronta cassa, entro il mese di marzo/aprile e promesso che verrà istituito a Manciano uno sportello speciale per gli utenti defraudati. Il Sindaco Marco Galli, intervenuto in assemblea, ha stigmatizzato l’errore di tariffazione e pubblicamente asserito di ritenere la privatizzazione del servizio idrico come un grave errore, contrario agli interessi dei cittadini. sindaco Galli

Per gli utenti idrici di Manciano, la grottesca vicenda del pagamento del “depuratore fantasma” è cominciato nel lontano 1994, l’Acquedotto del Fiora è subentrato alla gestione comunale nel 2002, nel 2008 la Corte Costituzionale ha stabilito illegale il pagamento della voce depurazione per gli utenti non serviti da depuratore, obbligando quest’ultimo a restituire quanto avuto, ma l’AdF ha restituito solo quanto versato nei 5 anni precedenti il 2008, ritenendo le somme pagate in precedenza cadute in prescrizione. Ancora prima di completare i rimborsi, dal 2009, aveva già ricominciato, grazie alla legge 13 del 2009, a pretendere un nuovo pagamento dagli utenti di aree in cui i depuratori fossero almeno in fase di progettazione, gravando coloro che erano stati rimborsati di oneri maggiorati.

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Alla fine di questo inestricabile pasticcio, grazie alle proteste di utenti mancianesi esasperati, in AdF si sono accorti che forse, dopo 21 anni di contributi versati per una depurazione inesistente, la progettazione del “depuratore fantasma” era stata coperta.

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Alcune domande però sono rimaste sul tappeto nell’incontro di ieri:

  • Quella circa l’ammontare dell’importo accantonato in questi 21 anni, che secondo la legge Galli del 1994 dovrebbe essere stato versato su un fondo vincolato. La notizia dell’esistenza di questo “salvadanaio” è sembrata cogliere di sorpresa il Presidente, che non ha saputo fornirci alcuna cifra, ma ci ha tenuto a chiarire che l’AdF non si assume responsabilità per gli accantonamenti precedenti alla sua entrata in servizio, lasciando supporre come persi per sempre, tutti gli accantonamenti fatti tra il 1994 e il 2002.
  • Quella sul trattamento che verrà riservato agli altri utenti delle province di Siena e Grosseto che si trovano nella medesima situazione di quelli mancianesi: Il presidente Tiberi ha promesso che anche per loro verranno avviati nuovi conteggi sulle cifre pagate, ma come dice il proverbio : “Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio” e noi consigliamo i cittadini dei comuni sprovvisti di depurazione di verificare molto attentamente il trattamento che è stato loro riservato.Vorremmo infine porre l’accento sul diverso trattamento che l’AIT riserva ai debiti, a seconda se a doverli rimborsare siano il gestore privato o i suoi utenti, infatti le somme che il gestore doveva a noi, sono state dichiarate prescritte in 5 anni, mentre, per i conguagli richiesti in questi giorni dal Fiora, ci si spinge fino al 2006 (9 anni). Disparità che evidenzia molto bene dove si orientano le simpatie dell’Autorità Idrica (di controllo pubblico) in Toscana

foto di Ivana Agostini, gentilmente concesse dall’autrice

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Sopraintendenze e Corpo Forestale dello Stato: due custodi scomodi

Dei tanti Enti che gravano sul bilancio dello Stato Italiano, l’attenzione dei “potini” della spending review sembra essersi concentrata in questi ultimi mesi soprattutto su Sopraintendenze e Guardia Forestale. Per le prime si prospetta di trasferire le loro competenze a regioni e comuni per la seconda si pianifica un accorpamento con la Polizia di Stato.

A guidare la mano del governo Renzi, più che reali esigenze di risparmio, sembra essere, per entrambi, la loro eccessiva indipendenza dal potere politico. Infatti, sul piano del risparmio, limitandoci ad esaminare ridondanze dei corpi di polizia,avrebbe molto più senso ed efficacia l’accorpamento tra Polizia e Carabinieri, la cui perfetta sovrapposizione dei compiti, in materia di ordine pubblico, rappresenta un caso quasi unico in Europa.

L’autonomia di Sopraintendenze e Corpo Forestale si esercita in particolare in due settori che contengono il maggior serbatoio di quel che resta dei beni collettivi: Il patrimonio artistico e le foreste demaniali.

Dal 1989, anno in cui è venuto meno l’effetto di intimidazione che il comunismo reale esercitava sugli oligarchi d’occidente, i governi che si sono succeduti in Italia, indipendentemente dal loro colore politico, hanno alacremente lavorato all’alienazione di tutti i beni comuni del paese: Autostrade, Ferrovie dello Stato, Poste, Telecom, Enel, Alitalia, acciaierie e grandi industrie metalmeccaniche, per finire con i servizi essenziali come acqua, depurazione e trasporti pubblici.

A nulla è servito un referendum che, nel giugno del 2011, con un autentico plebiscito (sottoscritto da 27 milioni di italiani), ha chiesto una drastica inversione di rotta in materia di privatizzazione dei servizi. Una classe politica autoreferenziale, in cui sono ormai rappresentate solo posizioni neo liberiste, ha messo ora gli occhi sugli ultimi scampoli del patrimonio collettivo della nazione, quello artistico e culturale e quello ambientale e boschivo. Primo passo per questo ultimo saccheggio è quindi quello di rimuoverne i custodi troppo zelanti.

Il premier Renzi già da sindaco di Firenze ha sperimentato la privatizzazione “temporanea” del patrimonio artistico della città, asservendo monumenti e spazi pubblici di pregio al fasto capriccioso di nababbi di ogni nazionalità, ed in quelle occasioni si è più volte lamentato degli ostacoli che le sopraintendenze gli opponevano. Ora da capo del governo può estendere le sue mire a tutto il territorio nazionale e regolare i conti con chi gli ha intralciato il cammino in passato.

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Incontro sui rifiuti a Orbetello

Ottimo l’incontro organizzato il 22 febbraio scorso dal WWF all’ex polveriera Guzman di Orbetello (e ringraziamo Angelo Properzi per l’iniziativa)

Dopo i preziosi interventi dei relatori del Centro Rifiuti Zero di Capannori, con Rossano Ercolini in forma smagliante, è stata le volta di Roberto Barocci di presentare le osservazioni dei Beni Comuni Grosseto al Piano interprovinciale sui rifiuti, appena ratificato dal consiglio provinciale, con le 5 ineludibili criticità messi a fuoco da lavoro di Roberto Barocci, Giuliana Gentili, Ubaldo Giardellie Lamberto Soldatini.

A seguito poi, l’intervento di Ubaldo sulle opportunità economiche e occupazionali che offrirebbe un approccio serio al riciclo e il recupero delle materie prime seconde.

All’incontro partecipava la Paffetti, Sindaco di Orbetello con il suo assessore all’ambiente Barbini e la Bonini, vicesindaco in forza SEL dell’unico comune virtuoso della provincia (Magliano) Peccato che la maggior parte di loro se ne sia andata dopo l’intervento di Ercolini e non sia rimasta ad ascoltare gli interventi di Roberto e Ubaldo, che li riguardava molto più direttamente e che non siano stati in sala per sentire l’intervento fuori programma di Antonio Camillo, vice sindaco ed assessore all’ambiente del Comune di Manciano.

Non per campanilismo, sottolineo questo intervento, ma perché ritengo che getti finalmente luce sul “back stage” della politica grossetana (e non solo) in materia di rifiuti.

Camillo ha fatto un rapido excursus sulla dinamica dell’ingresso del nuovo gestore SEI che sintetizzo qui di seguito:

  • La gara d’appalto per la conquista del ghiotto boccone della gestione rifiuti per le provincie di Siena , Arezzo e Grosseto è stata falsata dalla presentazione di due offerte da parte di candidati fantoccio che molto opportunamente hanno ritirato le loro offerte ad una settimana dall’apertura delle buste, Il gestore SEI ha potuto quindi vincere comodamente una gara di cui era l’unico concorrente
  • Da giugno dello scorso anno, quando si sono visti recapitare una proposta di gestione del servizio vaga e inaccettabile, i responsabili all’ambiente del comune di Manciano tentano invano di interloquire con il gestore, che non ha mai dato alcuna risposta alle loro richieste.
  • Al momento di prendere servizio, nel gennaio 2014, il gestore non aveva presentato nessun prospetto economico particolareggiato, ma, in assemblea ATO,aveva dichiarato che avrebbe mantenuto il servizio ed i prezzi del precedente gestore.
  • Nei primi giorni di febbraio, tuttavia, avendo necessità di incassare il primo mese di servizio il gestore ha presentato i prospetti economici ai singoli comuni. Conti che, al contrario di quanto promesso, contengono aumenti che variano dal 20 al 40%. Nel caso di Manciano, ai 530 mila euro del costo complessivo del 2013 vengono aggiunte voci che erano già compresi nel servizio del precedente gestore, ha aggiunto poi (per tutto l’ATO 6) una voce di deposito cauzionale di 4 milioni di euro ed ed un altra di 3,2 milioni di euro per il servizio di fatturazione a terzi (per la fatturazione ponte verso i gestori di Strillaie e di Scarlino energia)
  • Il tutto è stato sottoposto in maniera perentoria e frettolosa con il consueto ricatto dell’impossibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti
  • Antonio Camillo ha cercato di sollevare un fronte di opposizione a tale ricatto proponendo di pagare solo l’importo della fattura di gennaio 2013 più l’aumento ISTAT, ma la sua proposta è andata in minoranza nell’assemblea anche per il voto contrario dell’assessore di Orbetello Barbini che ieri, al convegno, vestiva invece i panni del Masaniello.

Risulta evidente che il gestore SEI spadroneggia con la noncuranza e la sciatteria di chi si sente le spalle coperte e che il potere politico toscano gestisce la questione rifiuti con un atteggiamento che definire mafioso è dire poco.

Che, come è successo per il servizio idrico, l’ingresso del privato non ha portato alcun miglioramento ai servizi, dato che, in primo luogo, questi non ha immesso nel business alcun capitale proprio e, con la trappola del “Total recovery cost”, si fa pagare, oltre agli interessi bancari di soldi presi in prestito (come avrebbe potuto fare anche il gestore pubblico), anche cauzioni e balzelli non dovuti (assicurazione sugli errori di gestione e servizi di fatturazione per citarne solo due)

Grazie alla tutela del un potere politico regionale non si sente in dovere di ottemperare agli obiettivi programmati dai singoli sindaci, ma risponde solo all’ATO Sud, dove, adottando il sistema ampiamente rodato negli ATO del Servizio idrico, impone all’assemblea dei sindaci, senza dare loro il tempo o la possibilità di valutarne la convenienza e l’oculatezza, l’adozione di piani già confezionati dai soci privati, con il solo ausilio di pochi fidati “compagni di merende” di parte pubblica.

Senza una decisa mobilitazione della cittadinanza, questo sistema finirà per strangolare le economie locali e di alienare tutti i servizi ed i beni comuni della collettività.

Andrea Marciani

Rassegna stampa relativa:

Il Tirreno 22.02.2014

Il Tirreno 23.02.2014

Il Tirreno 24.02.2014

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Consorzio di Bonifica Toscana Sud, VOTA PER CAMBIARE LE COSE.

In questi giorni stanno arrivando ai contribuenti dei Consorzi di bonifica della Toscana, le lettere che segnalano la tenuta, il 30 novembre prossimo, dell’elezione dei Consigli di gestione degli enti. Il tempo utile per presentare delle liste di candidati però è scaduto nel mese di ottobre.

Ai cittadini contribuenti, infatti, viene chiesto di andare votare ma ci si guarda bene dal metterli in grado di accedere al ruolo di candidati. Questo privilegio viene riservato ai “poltronisti” di partito, che da sempre hanno accesso a queste informazioni “riservate” o ai lettori vigilanti degli Albi Pretori o dei labirintici siti istituzionali. E’ così che il Movimento 5 Stelle di Grosseto è riuscito a sapere della scadenza, a raccogliere le firme necessarie (anche col nostro aiuto) ed a presentare una lista di candidati indipendenti in tempi utili. Senza di loro, saremmo stati chiamati a votare, per l’ennesima volta, per la lista trasversale dei “soliti noti” e dei portatori di interesse.

Si, perché questa procedura “alla zitta” non è una novità ma una prassi costituita. Quelle dei Consorzi di bonifica sono elezioni dove le liste uniche sono assai frequenti così come l’astensionismo degli elettori, con percentuali di votanti che raramente hanno superato, in passato, lo “zero virgola qualcosa”.

A leggere poi le lettere in arrivo in questi giorni, dobbiamo rimarcare che non viene data alcuna indicazione sulle liste ed i candidati che si va a votare, che non compare alcuna informazione sulle modalità di assegnazione del diritto di voto, in caso di cointestatari della medesima proprietà e, soprattutto, nessuna indicazione viene fornita sulla possibilità (prevista dal regolamento) di delegare al proprio voto un altro socio del consorzio.

Questa volta, per il neo-nato Ente di bonifica Toscana sud (6), che ha accorpato tutti i consorzi delle province di Siena e Grosseto, le cose andranno diversamente,  i “Beni Comuni” si trovano ad affiancare l’M5S in questa battaglia di democrazia e trasparenza, con il  portavoce Andrea Marciani, candidato nella sezione 2.

Questa candidatura è fatta col primo intento di spezzare il sistema delle “poltrone assegnate” e, nello spirito della tutela dei Beni Collettivi, sarà impegnata ad evitare i lavori inutili e dannosi, come quelli denunciati più volte sul sito dei Beni Comuni Manciano (link), salvaguardando beni e persone ma risparmiando anche danni all’ambiente e lavorando per la riduzione dei costi delle bollette della bonifica, che costituiscono l’ennesimo dei numerosi balzelli che opprimono il contribuente.

IL 30 NOVEMBRE , ENTRA CON NOI NEL CONSORZIO DI BONIFICA, cerca sulla lista del M5S il tuo candidato (o vota la lista).logo_movimentoI nostri candidati, 

Sezione 1:

  1. Franci Lorenzo Maria
  2. Marchetti Valentina
  3. Marcelli Massimiliano
  4. Troccoli Elisa
  5. Carnevali Marcello
  6. Amore Francesca

Sezione 2

  1. Fanti Roberto
  2. Lanziollo Elena
  3. Bonari Andrea
  4. Giraldi Francesca
  5. Marciani Andrea

Qui l’ubicazione dei seggi elettorali

SCARICA LE DELEGHE A VOTARE PER ALTRI SOCI:  QUI (persone fisiche) E QUI (legali rappresentanti)

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Cento anni fa il primo acquedotto pubblico

Cento anni fa il primo acquedotto pubblico, realizzato con il contributo di tutta la cittadinanza, dalle sorgenti del Fiora,  raggiungeva Manciano.

Oggi, il gestore privato del medesimo acquedotto, minaccia di distacco quegli utenti che chiedono l’applicazione della volontà popolare, che nei referendum del giugno 2011 ha sancito la volontà del ritorno della gestione del servizio idrico in mano pubblica.

La storia sembra procedere al contrario

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Diffidiamo L’Acquedotto del Fiora a procedere ai distacchi delle utenze

Oltre due anni sono trascorsi da quei referendum che in Italia hanno abolito la quota di remunerazione del capitale dalle bollette dell’acqua e indicato una ferma volontà popolare per il ritorno del servizio idrico in mano pubblica e da due anni ascoltiamo politici e gestori del servizio idrico rimpallarsi la responsabilità di non riuscire a dare esecuzione a quella volontà popolare (espressa, ricordiamo, da 27 milioni di elettori).

Sentenze di ogni grado di magistratura, dalla Corte costituzionale ai giudici di pace, sono intervenute per spronarli a farlo ma tutto, per ora, invano.

Abbiamo subito numerosi tentativi di vanificare il voto popolare, da quello immediatamente messo in campo dal governo Berlusconi, ma subito respinto dalla Corte costituzionale, alle nuove tariffe AEEG del giugno scorso, (che il Forum Nazionale per l’Acqua Bene Comune, ritiene illegali e che ha impugnato davanti al TAR Lombardia)) reintroducono la remunerazione capitale sotto falso nome e lo fanno (beffa nella beffa) in maniera retroattiva, andando a sanare le tariffe illecitamente praticate dai gestori a partire dal gennaio del 2012.

Sottolineiamo la perfida astuzia di lasciare scoperta una piccola porzione temporale che va dal luglio al dicembre 2011, su cui permane l’obbligo ai gestori di rimborsare le quote capitale agli utenti: un “contentino” per i referendari, un “tozzo di pane” gettato a quei 27 milioni di cittadini votanti ingannati e defraudati.

Adesso, mentre ancora si traccheggia sul come e quando restituire quel misero “tozzo di pane”, l’Acquedotto del Fiora ha cominciato a mandare lettere minatorie a quei cittadini (1.600 nelle sole provincie di Siena e Grosseto) che, ottemperando alla volontà popolare dei referendum, hanno, negli scorsi anni, prima richiesto ufficialmente e poi intrapreso autonomamente, l’adeguamento delle bollette ai dettami referendari, scremandole della quota capitale da questi abolita.

Lo fa minacciando addirittura il distacco dell’utenza, (con 76 euro di costi di riallaccio) a chi non restituisse entro il 9 ottobre le quote autoridotte; una pratica dichiarata illegale da molta giurisprudenza, nel caso di utenze domestiche, anche in caso di vera e propria morosità: “la sospensione della fornitura di un bene primario come l’acqua appare sproporzionato a fronte di un inadempimento pecuniario” ( Decreto del Tribunale di Bari – 09/09/2004; Sentenza del Tribunale di Latina 31/10/2006; Ordinanza Tribunale di Enna, Provvedimento del Tribunale di Tempio Pausania, sezione staccata di Olbia, del 06-07-2012)

Il Movimento dell’acqua a Siena, Grosseto, in Toscana segnala di avere già in piedi numerosi ricorsi presso i giudici di pace e che sta attivando, in collaborazione con ACU (Associazione Consumatori Utenti), un presidio legale per respingere le minacce del gestore.

Invita tutti i cittadini che abbiano già ricevuto le raccomandate minatorie del AdF a non pagarle ed a prendere contatto con i rappresentanti del movimento di Siena e Grosseto all’indirizzo a piè di pagina

Facciamo infine appello ai nostri sindaci presenti nell’AIT (direttivo politico regionale della gestione del servizio idrico) perché pongano fine a questa proditoria aggressione nei confronti di cittadini rispettosi della legge.

Per il Comitato A.B.C. Grosseto e Amiata Val d’Orcia : Giuliana Gentili e Andrea Marciani

Per il Comitato A.B.C. Siena : Andrea Borgna

Per ACU Grosseto: Miriam Croxatto

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TRASHED, con Jeremy Iron

trashed locandina

Nell’ambito del Festival a Veglia, il 15 Settembre alle 21,30, nelle Stanze della Musica di Manciano

proiezione del film documentario che ha scosso le coscienze di tutto il pianeta. Ingresso libero

 

scarica la locandina

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