Assemblea pubblica del Consorzio Osa Albegna

Venerdì 24 maggio scorso il Consorzio di Bonifica Osa Albegna ha tenuto la conferenza dal titolo: “11-12 NOVEMBRE 2012 LA CALAMITA’, OGGI LA RICOSTRUZIONE

Hanno partecipato sindaci della provincia, assessori provinciali e regionali, l’immancabile onorevole  di scuderia ed un corollario di tecnici e di addetti ai lavori che nel complesso costituivano la  metà del pubblico presente nella sala della cooperativa Agrimaremma, già nota per la sua terribile acustica.   La conferenza, data l’elevata presenza di amministratori è rapidamente scaduta nella reiterazione ossessiva dei medesimi argomenti: “Alluvione imprevedibile ed ineluttabile (di quelle che succedono solo ogni 3/4/5/700 anni, in un crescendo per il quale l’ultimo a parlare doveva dirla più grossa del precedente), Grande mobilitazione degli organismi preposti che con abnegazione hanno fatto tutto il possibile per soccorrere le popolazioni, elogi reiterati alla Regione Toscana che per prima ha cacciato un po’ di soldi in soccorso (una cifra variabile, a secondo del relatore, tra i 50 ed i 3.5 milioni di euro)

  • tra gli interventi, il sindaco Galli di Manciano, che ha denunciato le difficoltà poste dallo Stato al dragaggio dei corsi d’acqua, il cui letto si alza progressivamente per l’accumulo di detriti
  • la Sindaco di Orbetello Monica Paffetti che ha rammentato l’insensatezza di realizzare semiinterrati in una zona come la piana di Albinia che è mantenuta asciutta dall’azione costante delle idrovore (argomento sensato, ma chi li ha autorizzati?)

Per finire tutti hanno posto l’accento sulla volontà di ascolto della cittadinanza, ma intanto, la straripante logorrea dei politici aveva consumato 60 dei 90 minuti inizialmente previsti, dopo il “Coffee breack”,  per gli interventi di cittadini ed associazioni invitate.  Associazioni naturalmente selezionate tra quelle più in linea con gli interessi del Consorzio (daje ai lavori, forza con gli investimenti, largo ai bulldozer).

  • -l’associazione V.I.T.A., acronimo di cui mi sfugge il significato ma che è evidentemente composta di cittadini della piana di Albinia interessati a seguire la modalità con  cui si cercherà di evitare in futuro il ripetersi di analoghe esperienze, alzare i ponti, alzare gli argini e varie altre proposte di ingegneri e idraulici.
  • Un agricoltore del versante dell’Osa che denuncia una incongrua opera per la quale sarebbe stato alzato un argine di tre chilometri solo nei due chilometri più a valle e dal chilometro mancante sarebbe venuta l’onda di piena che ha allagato la sua azienda. a corollario un osservazione condivisibile: il bacino di Poggio Perotto, forte di 2.5 milioni di mc di acqua, potrebbe svolgere una funzione di freno alle inondazioni se solo gli fosse conservata una capienza libera, invece il livello viene tenuto sempre allo sfioratoio.
  • Il Presidente della CIA Enrico Rabazzi, che ha strappato una standing ovation alla platea criticando un intervento sui giornali del Coordinamento dei comitati ambientalisti, che sosteneva che il dragaggio dei corsi d’acqua potrebbe causare l’avanzata del cuneo salino,  con le testuali parole: “bisogna dire a questi signori che a fa’ i finocchi col culo degli altri so boni tutti” (la classe non è acqua)
  • noi,  da imbucati, abbiamo fatto questo intervento

Intervento finale dell’assessora all’ambiente regionale Bramerini, tra i più equilibrati.  Tra l’altro, a chi, come il Sindaco Galli ed il presidente Rabazzi, chiedeva il drenaggio dei fiumi, ricordava che al giorno d’oggi i letti dei fiumi raccolgono tanti di quegli inquinanti chimici  e metalli pesanti da far sì che le brecce estratte, da utili inerti da costruzione che erano si siano trasformate in rifiuti speciali. da smaltire in costosissime discariche. (affascinante dimostrazione dei vantaggi dello sviluppo permanente perseguito da questa nostra classe dirigente)

Per concludere in bellezza Il giàPresidenteoraCommissariostraordinaro del Consorzio OsaAlbegna Beppe Bozzini ha avuto il cattivo gusto di distribuire una targa commemorativa dell’evento a tutti i notabili presenti. Non avendo potuto vedere da vicino le targhe in pesante cristallo blu, non sappiamo quale fosse l’oggetto preciso della premiazione autoconferita. In questo nostro paese (Italia) le autocritiche e le assunzioni di responsabilità sono un evento rarissimo tra la classe dirigente e l’alluvione di Albinia, anche se originata da un evento meteorologico straordinario, ha evidenziato una serie di sottovalutazioni ed errori

Torrente Elsa, dopo i lavori dell'aprile 2012 e dopo l'alluvione del 12 novembre scorso

Torrente Elsa, dopo i lavori dell’aprile 2012 e dopo l’alluvione del 12 novembre scorso

  • i lavori sui torrenti Elsa e Sgrilla che hanno velocizzato l’afflusso delle acque in Albegna, appesantendole con migliaia di mc di detriti messi in moto dal disboscamento selvaggio delle prode
  • i ponti dell’Aurelia e della ferrovia sull’Albegna, che da anni attendono invano di essere sopraelevati
  • le stupidissime barriere “New Jersey” messe a far diga sull’Aurelia e che, una volta sganciate, hanno lasciato defluire un enorme quantità di acqua, abbassandone in pochi minuti il livello di quasi un metro.

    Albinia, Aurelia, "effetto New Jersey"

    Albinia, Aurelia, “effetto New Jersey”

Concause non secondaria all’entità distruttiva dell’inondazione e che in un paese civilizzato avrebbero causato almeno qualche dimissione, da noi invece finisce tutto a tarallucci e vino, anzi nel nostro caso, a “Coffee breack e targhe commemorative”

Andrea Marciani

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