L’attività dei consorzi di bonifica e l’alluvione del 12 novembre.

Da diversi anni seguiamo con costernazione i lavori che il Consorzio di bonifica Osa Albegna sta portando avanti nel tratto dei torrenti Elsa e Sgrilla, e nell’aprile di quest’anno li abbiamo nuovamente criticati con un comunicato stampa pubblicato anche da diversi quotidiani locali.(qui il post di aprile)
Abbiamo scritto allora, per stigmatizzare i lavori sotto il profilo idraulico: “Siamo in collina, non sulla piana alluvionale di Grosseto. Se laggiù ha un senso costruire autostrade all’acqua per velocizzare la sua evacuazione in mare, quassù si dovrebbe usare il criterio opposto e lasciare che i corsi dei torrenti trattengano, in caso di forti precipitazioni, quanta più acqua possibile, anche con limitate esondazioni nelle golene naturali, per non alimentare troppo rapidamente le alluvioni in pianura”
A nostro dire l’intervento in corso stava trasgredendo una norma basilare del corretto intervento idraulico sui torrenti collinari, una norma che si poteva leggere anche sul sito del Consorzio stesso e che recita:  “la manutenzione ordinaria si esplica nel controllo selettivo della vegetazione presente sulle sole sponde privilegiando le associazioni riparie ben radicate e non pericolanti le quali possono innescare benefici effetti quali quelli indotti dalle briglie selettive.”
Abbiamo allegato allora, e lo facciamo nuovamente ora, alcune immagini che testimoniano come tale norma era stata totalmente ignorata e la vegetazione ripariale brutalmente estirpata per realizzare dei canali artificiali a sezione trapezoidale in terra battuta del tutto inadatti ad imbrigliare una piena alluvionale.

Foto 01. A sinistra un immagine satellite di un tratto del torrente Sgrilla accanto alla provinciale 74 (ben visibile la spessa fascia alberata preesistente) ed a destra lo stesso tratto dopo gli interventi di aprile

Foto 02. Torrente Elsa a monte dell’inserzione dello Sgrilla, anche qui la vegetazione ripariale è stata totalmente asportata ed un autostrada è stata aperta alle acque alluvionali

Pochi chilometri a valle di questi lavori il torrente Elsa confluisce nell’Albegna all’altezza del castello di Marsiliana, circa 400 metri prima del ponte sull’Albegna gravemente danneggiato dalla piena del 12 novembre. Non ignoriamo certo l’eccezionalità delle precipitazioni (360 mm. in 36 ore!) che sono all’origine della disastrosa alluvione, nè certamente intendiamo addossare al Consorzio Osa Albegna una diretta responsabilità dei tragici fatti che si sono prodotti a Marsiliana ed Albinia, (anche se le migliaia di mc. di sedimenti solidi asportati dalle sponde “disalberate” dell’Elsa, a monte del ponte di Marsiliana, hanno certamente avuto una parte rilevante nell’escavazione della spalletta del ponte) ma pensiamo che sarebbe ora di compiere una approfondita riflessione sui lavori di tutti i consorzi di bonifica operanti in Toscana, uscendo dalla mentalità che regolava gli enti di bonifica del secolo scorso, finalizzata ad un ferreo, ma spesso fallace, controllo antropico del territorio.

“Per proteggere gli insediamenti umani dalle inondazioni è possibile regimentare i corsi d’acqua con criteri di pacifica convivenza ambientale. Agli alvei fluviali deve essere riconosciuto, mediante calcolo idraulico, il loro spazio vitale intoccabile, oltre il quale realizzare quelle opere artificiali di contenimento delle portate di piena.
All’interno di quella fascia di appartenenza nessuno deve più essere autorizzato a manomettere la vegetazione spontanea, né tanto meno a realizzare scavi che turbino la naturale livelletta di equilibrio che il corso d’acqua esige e ricompone pazientemente per sua primordiale sapienza.(1)

Foto 03. In rosso il tratto dei torrenti Elsa e Sgrilla dove sono stati fatti gli interventi illustrati dalle precedenti immagini

A seguito di un sopralluogo effettuato nella mattina del 14 cm. siamo inoltre in condizione di mostrare, con immagini prese sul corso dei torrenti sopracitati, le deteriori conseguenze che i lavori del Consorzio Osa Albegna hanno avuto sulla dinamica dell’inondazione:
Le prime due, prese sul torrente Elsa in zone immediatamente a monte degli interventi delle ruspe del consorzio, mostrano come la vegetazione ripariale integra abbia mantenuto il torrente nel suo alveo, salvaguardando le sponde, malgrado siano ben visibili i segni lasciati da un ondata di piena alta almeno 3 mt sopra il consueto livello di scorrimento.

foto 04 Torrente Elsa

foto 05: Torrente Elsa

Nelle immagini seguenti invece mettiamo a confronto i medesimi luoghi fotografati prima in aprile, subito dopo i lavori, e poi la mattina del 14 novembre, dopo il passaggio dell’onda di piena.
Anche se le foto non rendono pienamente l’idea della devastazione (“clickate” sulle foto per vederle meglio) che l’acqua ha prodotto sulle rive private della vegetazione naturale, risulta evidente che l’onda di piena ha asportato da quei luoghi  un’enorme quantità di terra, sassi e detriti, stimabile in  migliaia di mc.
Detriti pesanti che, come è noto,  mescolati alle acque piovane, accrescono enormemente la capacità distruttiva dei fluidi alluvionali.

Foto 06 Torrente Elsa, dopo i lavori dell’aprile 2012 e dopo l’alluvione del 13 novembre scorso

Foto 07 Torrente Sgrilla, dopo i lavori dell’aprile 2012 e dopo l’alluvione del 13 novembre scorso

Andrea Marciani

note: (1) Ciro Costabile,  lettera di un ambientalista. 2011

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5 risposte a L’attività dei consorzi di bonifica e l’alluvione del 12 novembre.

  1. Enrico ha detto:

    Anch’io nella mia ignoranza in tal campo, mi sono chiesto in primavera, quando andavo a lavoro a valle insieme a tuo figlio Alessandro, quale fosse il criterio e la logica di fare un opera di bonifica così radicale ( e la parola si addice precisamente) quando anche i sassi sanno che gli alberi e la vegetazione sono una barriera naturale alla erosione e alla velocità dei corsi d’acqua. Quale è stato il criterio che ha permesso tale scempio ???? Forse i tir carichi di legna che partivano da lì i mesi seguenti ????? Oppure la pura ignoranza di leggi naturali. Anche io penso che l’evento sia stato eccezionale nella sua violenza ma penso pure che ci sono delle responsabilità oggettive su opere di salvaguardia del territorio errate nella progettazione e nella esecuzione fatte chiaramente a spese del contribuente………praticamente cornuti e mazziati!!!!!!!! Enrico Vincenti

    • ndreamar ha detto:

      Effettivamente il sospetto che al commercio di legname potrebbe essere fatta risalire l’origine di tanta “radicalità” viene spontaneo, ma il consorzio Osa Albegna smentisce categoricamente, abbiamo in preparazione un post sull’argomento che faremo apparire quanto prima.
      Andrea Marciani

  2. ciao Andrea
    Dopo La Maremma delle Idee e l’intervento del Sig. Barocci, sto scrivendo un grande articolo per The Florentine e vorrei riprodurre la foro 07 se disponibile in più alta risoluzione (= per la stampa). Me lo potresti mandare per email? Oppure se hai altre foto che fanno vedere ‘risultati’ del genere, dell’impatto dell’alluvione, sentiamoci. Anzi, se possibile, magari ci sentiamo per telefono oggi?! chissa se vedi subito questo commento… 🙂
    saluti
    Alexandra

  3. Eccellente articolo, aspettiamo con ansia la risposta del Consorzio Bonifica Osa Albegna

  4. Elisabetta Rappini ha detto:

    Mi dispiace non aver visto questi articoli prima, sono pienamente d accordo con voi sulle responsabilità del consorzio dell osa sulla distruzione dei torrenti , ho personalmente provato a far notare ad un responsabile del consorzio sulla pericolosità del loro operato ma la risposta è stata maleducata e arrogante !!! Ma cosa si può fare ? Personalmente anche se in minima parte faccio parte di quelle persone danneggiate dai lavori fatti dal consorzio, infatti non abbiamo più l accesso alla strada maremmana visto che la strada è stata portata via ! E.rappini

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