lettera aperta all’assessore regionale Scaletti

Gentile Dott.sa Scaletti,

Come promesso nel corso dell’incontro del 18 c.m. Le inviamo del materiale inerente alla questione del possibile conflitto tra ricerche geotermiche ed acque termali.
La maggior parte dei materiali riguardano direttamente la centrale di Bagnore 4 che l’Enel conta di realizzare sul monte Amiata, in provincia di Grosseto.
Si tratta di documenti inerenti allo studio Macgeo,(allegato 01) commissionato dalla Regione stessa, per monitorare l’impatto della geotermia nell’ambiente e sulle risorse idriche ed è uno studio molto lacunoso, per ammissione di molti membri della commissione stessa, ed apertamente contestato dal Prof. Borgia. (docente alla University of California at Berkeley e membro lui stesso della commissione)
Alleghiamo poi alcune osservazioni, del WWF (allegato 02), del Prof. Borgia (allegato 03) che sono state depositate alla VIA appena conclusa e che attendono ancora risposta.
Oltre ad alcuni documenti assortiti prodotti dai comitati amiatini della provincia senese e grossetana (allegati 04 0506)

Solo negli ultimi 8 mesi, sulle pagine che il sito web della Regione dedica alla procedura di assoggettabilità, sono comparse 51 (cinquantuno) richieste di sondaggi e perforazioni inerenti alla geotermia.
La crisi energetica, unita ai ricchi incentivi statali previsti dal 5° conto energia per l’energia geotermica, sta imprimendo una forte accelerazione alla ricerca di campi geotermici e la Regione Toscana al momento sembra decisa a lasciare mano libera alle imprese.
La Regione Toscana però non dovrebbe dimenticare i suoi 65 stabilimenti termali; ed a questo proposito le suggeriamo la visione di questo servizio della TV Al Jazeera, che testimonia come in quel paese, pur se alle prese con la chiusura dei suoi 56 reattori nucleari, la salvaguardia della cultura ancestrale del termalismo non si lascia travolgere dalla green economy speculativa.
In quest’ottica, il mancato coinvolgimento del suo assessorato in tutte le procedure di VIA correlate allo sfruttamento geotermico, solleva forte perplessità e timore.
L’energia geotermica non è un’energia rinnovabile ma lo sfruttamento di una risorsa mineraria finita, lo dimostra il fatto
che le centrali geotermiche esistenti sono costrette ad un periodico rinnovo dei pozzi di emungimento, con un progressivo approfondimento delle quote di captazione dei vapori.

Sorvolando sulle pur pesanti implicazioni di carattere ambientale e sanitario di questa attività industriale (confermate anche da un recente studio dell’ARS in Amiata), non pertinenti in questa nostra, riteniamo che il suo assessorato dovrebbe avere voce in capitolo su un attività che, ai crescenti ritmi di sfruttamento che si prospettano, anche nel settore della bassa e media entalpia, finirà inevitabilmente per interferire e compromettere l’attività turistico/sanitaria che Lei è chiamata a tutelare.

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