Gli inutili (e dannosi) lavori del consorzio di bonifica Osa Albegna

Profittando della prolungata siccità, sono ripresi sui torrenti Sgrilla ed Elsa, in località Sgrillozzo, i lavori del Consorzio Osa Albegna, con le consuete modalità: abbattimento di tutti o quasi gli alberi dell’alveo(non solo quelli pericolanti, come prevederebbe la normativa), raschiamento profondo a mezzo di enormi scavatori del fondo del torrente e livellamento delle sponde in un austera sezione trapezoidale. L’effetto è agghiacciante e la pratica totalmente insensata per i motivi che andiamo ad elencare:

Sotto il profilo idraulico:

  • Siamo in collina, non sulla piana alluvionale di Grosseto. Se laggiù ha un senso costruire autostrade all’acqua per velocizzare la sua evacuazione in mare, quassù si dovrebbe usare il criterio opposto e lasciare che i corsi dei torrenti trattengano, in caso di forti precipitazioni, quanta più acqua possibile,anche con limitate esondazioni nelle golene naturali, per non alimentare troppo rapidamente le alluvioni in pianura.

Sotto il profilo ambientale:

  • Il raschiamento del fondo del corso d’acqua distrugge interamente gli organismi acquatici presenti e crea danni permanenti alla delicata nicchia biologica che compongono.
  • Facendo tabula rasa del greto del torrente si impedisce l’accesso all’acqua a tutte le specie selvatiche che per naturale timidezza hanno bisogno di una schermatura arbustiva per dissetarsi in tranquillità.
  • La modificazione improvvisa dei livelli di falda, dovuta agli scavi, può nuocere anche alla vegetazione arborea circostante, com’è forse accaduto alla maestosa quercia (quercus farnetto ten*) sul torrente Elsa, ancora repertoriata, con i suoi 30 metri d’altezza e 4,75 metri di circonferenza al fusto, nell’albo degli alberi monumentali italiani (1) del Corpo Forestale dello Stato, vissuta per più di 1000 anni ma non sopravvissuta neanche di un mese ai lavori effettuati in quel tratto dal Consorzio, nell’estate del 2009.

Sotto il profilo sociale:

  • Questi lavori, oltre ad essere nocivi per i punti fin qui elencati, sono anche onerosi per la collettività chiamata a sostenerli con una discutibile legge della Regione Toscana del 2000 che ha rifondato questo vorace Consorzio dell’Osa-Albegna trasformandolo in “coattivo”.
  • Gli alberi ed il legname di proprietà demaniale (collettiva) vengono regalati (!?) ad imprenditori del settore boschivo, secondo quanto affermato dal presidente stesso dell’Ente in una replica ad un nostro precedente intervento dello scorso anno su “La Nazione” del 27.09.2011.

Questo, mentre nei nostri paesi, in inverno, si registrano ormai casi di famiglie che non hanno da pagarsi la legna per la stufa.

Dal sito stesso del consorzio si evince che L’alveo e le sponde del torrente Elsa, anch’esso affluente di destra del fiume Albegna, sono stati classificati come opera idraulica di 3^ Categoria dallo sbocco nel fiume stesso fino alla confluenza con il fosso della Sgrilla.” ma i lavori sono andati ben oltre tale confluenza, in una zona dove dovrebbero essere regolati da un altro principio, sempre estratto dalla pagina che l’ente dedica alla difesa idraulica: la manutenzione ordinaria si esplica nel controllo selettivo della vegetazione presente sulle sole sponde privilegiando le associazioni riparie ben radicate e non pericolanti le quali possono innescare benefici effetti quali quelli indotti dalle briglie selettive.”

Basta guardare le immagini allegate per capire che non è quello che si sta facendo.

Il Consorzio Osa Albegna spende ogni anno più di 4 milioni di euro, direttamente prelevati dalle tasche dei cittadini. Sono tutti ben spesi? La grave crisi che ci si prospetta, ci impone di percorrere nuove strade rispetto a quelle praticate fin qui, nell’ebbrezza delle ”grandi opere” e ci evoca gli interrogativi che seguono:

  • Non sarebbe meglio ridimensionare i lavori, evitando di fare quelli inutili (e dannosi)?
  • Non sarebbe meglio usare il conseguente risparmio per alleggerire le bollette degli utenti, in gran parte agricoltori alle prese anche con la nuova tassa dell’IMU?
  • Il taglio della vegetazione ripariale, nei ben più modesti limiti prescritti dalle leggi forestali, non potrebbe essere affidato, in piccoli lotti, a quei cittadini che ne facessero richiesta per farsi la legna per casa, invece di regalarla a chi non ne ha alcun titolo né necessità ?

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